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5 tipologie di business communication sui social media
08/06/2015


Chi frequenta i social network per mestiere o per piacere entra in contatto molto spesso con le aziende che utilizzano questi canali per comunicare con i propri utenti.
Possiamo provare a categorizzare le aziende che utilizzano i social media, individuando alcuni caratteri comuni a molte di esse:

1.    L’azienda affidabile e puntuale come un vero amico.

Un amico si vede nel momento del bisogno, no? Ed ecco che parecchie aziende, in particolare quelle di servizi, si sono trasformate negli amici più fidati dei proprio utenti. Dove c’è un utente che alle 4 di mattina decide di twittare un problema con l’apriscatole, un router malfunzionante o un’improvvisa voglia di qualcosa di buono, ecco che si palesa il brand amico, sempre pronto a intervenire con una buona parola, un consiglio saggio o un prezioso aiuto.

Risultato: utile, puntuale, amata dai propri clienti, ammirata dai propri competitor. Promossa.


2.    L’azienda buontempona.

Ci sono aziende che considerano i social media per quello che sono, ovvero un luogo di intrattenimento, un luogo dove le persone trascorrono del tempo dedicato allo svago. E allora diventano dei buontemponi, dei simpaticoni, quelli dalla battuta a volte scontata ma immancabile. Aziende che non hanno paura di usare le emoticon e che non hanno direttori della comunicazione che vanno in fibrillazione se, per una volta, non si utilizza la font ufficiale del brand.

Ecco un esempio leggendario di “Azienda Gigiona”: era mancata la luce durante il SuperBowl 2013, ed ecco cosa pubblicava Oreo su Twitter.





Risultato: divertente, sempre citata come caso di successo sui social, pertinente ma mai seriosa. Promossa.


3.    L’azienda timida ma non troppo.

Molte aziende che non sanno bene cosa o come comunicare. Sono timide, o forse hanno capito che sui social non hanno potenzialmente un grande appeal. Eppure ci provano: eventi, festival, concorsi con premi stravaganti, video pseudo-virali e rari colpi di genio. Il vero problema si ha quando un utente decide di fare la fatidica domanda: “scusate, ma voi, chi siete? che fate?“.

Risultato: simpatica, spesso interessante, spesso seguita da utenti che non sono clienti reali. Confusionaria. Rimandata a settembre.


4.    L’azienda dal glorioso passato.

Qui iniziamo a scendere nel torbido. Ci sono aziende che vedono i social media come un immenso canale di promozione continua e inattaccabile. Aggiornano i propri canali con contenuti esclusivamente commerciali, non rispondono quasi mai agli utenti e quando qualcuno osa chiedere qualcosa non esitano a bannarlo e a deriderlo nel consiglio di amministrazione successivo.

Risultato: spesso ignorata dagli utenti, solitamente citata come esempio negativo. Bocciata.


5.    L’azienda burbera e asociale.

Ci sono aziende che per motivi vari NON dovrebbero utilizzare i social media. Aziende che riescono ad abbinare una comunicazione discutibile a gaffe memorabili, che portano lo spam a livelli ancora inesplorati e che al primo accenno di polemica sulla propria pagina Facebook diramano comunicati stampa per smentire qualunque sbaglio.

Risultato: dobbiamo proprio dirvelo?



Postato da: TERZOMILLENNIUM press office
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