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Workplace 3.0 al Salone del Mobile 2017: l’ufficio è smart e a misura d’uomo
07/04/2017
Spazi per concentrarsi, spazi per comunicare, spazi per condividere, queste le tre direzioni che guidano la ricerca che da vita a Workplace 3.0. Che sembianze prenderanno gli uffici tra 10 o 20 anni? Che caratteristiche associamo all’ufficio ideale? Tutto questo è analizzato e riproposto alla mostra di quest’anno del Salone del Mobile dedicata agli spazi di lavoro.

Workplace 3.0 occupa un’area espositiva di oltre 10.000 mq con 110 aziende espositrici che propongono nuovi spazi di lavoro che permettano un flusso ininterrotto di nuove idee attraverso l’integrazione di tecnologia, design e identità aziendale.

All’interno dei padiglioni di Workplace 3.0 la rassegna-evento A Joyful Sense at Work (padiglione 24), curata da Cristiana Cutrona stravolge il modo stesso di pensare il lavoro e i suoi spazi. L’ufficio non è solo smart, ma, grazie alle nuove tecnologie diventa una struttura antropocentrica in grado di concorrere nella felicità sul luogo di lavoro, dedicandosi ai bisogni reali dell’individuo, alle sue emozioni ed esperienze.

Per la realizzazione di questa particolare installazione sono stati coinvolti alcuni rappresentati del mondo dell’arte come Filippo Riniolo, Roberta Maddalena, Tommaso Melideo e Francesco Cascino. In un’area di circa 1.600 mq, quattro studi di architettura di fama internazionale che rappresentano i quattro punti cardinali, espongono una nuova concezione dell’ambiente ufficio basandosi sulla propria cultura d’origine.

A Nord lo studio olandese UNStudio & SCAPE, propone una riflessione sul tema dello stress lavorativo, allietato da un ambiente interattivo e dalla sound therapy.


Credits: salonemilano.it

Il Sud è invece rappresentato dall’italiano 5+1AA, il cui focus è dedicato ad uno spazio lavorativo in grado, prima di ogni altra cosa, di creare relazioni.


Credits: salonemilano.it

Per l’Est, c’è l’iraniano Ahmadi Studio che si ispira a due spazi opposti e complementari della cultura iraniana: il giardino persiano, simbolo di intimità, e il bazar, luogo di scambio e confronto, specchio del lavoro e della società contemporanea.


Credits: salonemilano.it

L’America di O+A rappresenta l’Ovest attraverso uno spazio che rigenera, nutre l’immaginazione ed è complice nella creazione di nuove idee.


Credits: salonemilano.it



Postato da: Giada Spezie
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