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Online vs Offline: chi si rivela più affidabile?
19/02/2016
"La rete, che continua a rivoluzionare la nostra esistenza quotidiana, sta trasformando il giornalismo in una professione nuova" affermava qualche tempo fa in un'intervista John Lloyd, redattore del Financial Times. È un chiarissimo monito rispetto a quanto sta avvenendo, un cambiamento tanto radicale da non essere stato ancora pienamente colto.

Una recente analisi di Eurobarometro ha monitorato l'opinione pubblica in 34 Paesi europei relativamente all'attendibilità delle notizie trovate sul web. I dati emersi collocano l'Italia al 6° posto nella classifica di chi esprime fiducia nei confronti della rete con il 58,2%. Questo indice è davvero considerevole e supera di quasi 10 punti percentuali la media europea che è del 49,1%. Inoltre, è da sottolineare e fa riflettere come la stessa fiducia incrollabile nei media online non è riposta nelle notizie veicolate dalla carta stampata, ferma al 53,5%.



Sicuramente, il canale digitale è indispensabile per il flusso immediato e costante di update, ma spesso la quantità supera la qualità. A tal proposito, è davvero sconfortante la percentuale di italiani che non si fidano della carta stampata: ben 17,6%. Possiamo capire il motivo analizzando due aspetti.

1) Il fenomeno denominato "omofilia", ovvero il comportamento innato per cui un utente è indotto a selezionare informazioni e ricerche sulla base di ciò che riconosce come simile. Questo feedback è più evidente online, rispetto che nella realtà quotidiana, soprattutto grazie alle condivisioni e ai social network, strumenti che consentono il contatto continuo e il contagio delle idee. I contenuti condivisi da persone a noi prossime acquistano a prescindere autorevolezza, tralasciando il valore qualitativo.

2) La libertà esistente sul web, che consente a tutti si esprime le proprie opinioni, per quanto a volte si possa cadere nell'esagerazione e nella distorsione di notizie non verificate. Al contrario, l'informazione su carta stampata è per sua natura più equilibrata e rispettosa, per la sua essenza duratura.

Tenendo presenti queste considerazioni, si riesce a spiegare l'alto tasso di fidelizzati al web a dispetto dell'informazione offline.

A conclusione dell'indagine statistica, Eurobarometro ha individuato il profilo ideale dell'italiano medio sfiduciato dall'editoria italiana. Il target evidenziato rivela che si tratta di uomini, tra i 35 e i 54 anni, interessati alla politica, ideologicamente moderati, di ceto medio-alto, che si dichiarano soddisfatti della propria vita e del proprio lavoro. Non è quindi una sorpresa se i giovani, internauti di seconda generazione, danno minor credito a ciò che trovano quotidianamente nel web.


Postato da: Martina Romeo
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